Ultimo aggiornamento: 24/11/2018 ore 11:18

   
  
 

ADEMPIMENTI
Fattura elettronica, più tempo per le sanzioni light

Il regime soft sulle sanzioni per la fattura elettronica prova a guadagnare altro tempo. La moratoria già contenuta nel dl fiscale oggi in vigore e in scadenza a fine giugno 2019 è destinata a durare fino a settembre 2019. La soluzione dovrebbe prendere forma attraverso una riformulazione degli emendamenti di maggioranza e opposizioni che puntavano ad una moratoria per tutto il 2019. Ad annunciarlo è stato il sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci che ha escluso una proroga per l’entrata in vigore della fattura elettronica B2B e B2C. La data del 1°gennaio 2019 non è in discussione ma occorre contemperare le esigenze di chi deve emettere la fattura e può essere in difficoltà. Bitonci ha ricordato che una larga fetta sarà esclusa visto che l’obbligo della e-fattura non scatta per le partite Iva in regime forfettario e per tutti i regimi speciali. Per almeno 2 milioni di partite Iva, dunque, non ci sarà l’obbligo di emettere la fattura elettronica.
  

FISCO
Fattura elettronica: per la privacy non va bene

Richiamo del Garante della privacy. Se parte così com’è la fatturazione elettronica andrà sicuramente a violare le norme del Gdpr. Con il provvedimento n. 481 dello scorso 15 novembre il Garante elenca i problemi che derivano da una sottovalutazione delle disposizioni a tutela della riservatezza dei contribuenti. L’Agenzia delle Entrate è chiamata dunque ad intervenire altrimenti andrà incontro alle contestazioni per la violazione della privacy. In mancanza di correzioni di rotta il rischio è rappresentato dal blocco totale e da sanzioni fino a 20 milioni di euro. Per il Garante il Fisco non ha considerato adeguatamente i rischi per la privacy delle persone e non ha adottato misure tecniche e organizzative adeguate
  

FISCALITA' AGEVOLATA
Tax Flax: meglio aprire la partita iva

Grazie alla flat tax al 15% per le partite Iva, nel 2019, un lavoratore autonomo con ricavi fino a 65mila euro pagherà fino a 7.289 euro di tasse in meno rispetto a un lavoratore dipendente. A fare i calcoli è stato l’ufficio studi della Uil. Un autonomo con 25 mila euro di reddito pagherà 3.750 euro mentre un lavoratore dipendente con lo stesso reddito verserà 4.942 euro di Irpef, cioè il 24% in più. Con il reddito imponibile a 35mila euro aumenta il vantaggio per artigiani, commercianti e professionisti: pagheranno, infatti, 5.250 euro di flat tax contro i 9.659 euro di un dipendente, cioè il 45% in meno. E su un reddito di 45 mila euro lo sconto arriva a sfiorare il 52%. L’autonomo, infatti, verserà 6.750 euro, il dipendente più di 14 mila
  

FISCO
Novità fiscali in arrivo: tassa bibite ecc.ecc.

Un emendamento alla legge di Bilancio prevede la tax sugar o tassa sulle bevande gassate analcoliche. Il gettito servirà a finanziare l’esenzione dall’Irap per le partite Iva fino a 100mila euro. La Finanziaria contiene anche un pacchetto dedicato alle famiglie. Complessivamente sono 444 i milioni di euro destinati a detrazioni, agevolazioni e stanziamenti. Torna il bonus bebè con una maggiore dotazione. Rifinanziato pure il voucher baby sitting. Un fondo è destinato alle donne che lavorano. Previsti anche 40 milioni per il congedo di 4 giorni per i padri. Nel pacchetto anche detrazioni fiscali per i figli disabili. Un emendamento del M5S propone il tempo pieno in tutte le scuole elementari. Un altro l’Iva agevolata al 5% per l’acquisto di pannolini. Bonus di 500 euro a chi rottama la propria auto e acquista una bici o si abbona al trasporto pubblico locale.
  

FISCO
L’imprenditore creditore paga le tasse

L’imprenditore che vanta crediti nei confronti dell’amministrazione è tenuto comunque a versare le imposte, pena la contestazione del reato di cui all’articolo 10 ter del Dpr 74/2000 e l’applicazione delle conseguenti sanzioni penali. Con la sentenza n. 43546/2018 la Corte di cassazione ha risolto la questione degli obblighi dell’imprenditore di effettuare gli adempimenti tributari inerenti l’attività aziendale, nonostante il mancato pagamento da parte di un’amministrazione dei lavori effettuati a suo favore. Secondo i giudici l’aver pagato le retribuzioni ai dipendenti, lo stato di forte crisi del mercato e le difficoltà di accesso al credito bancario, non potevano esimere l’imprenditore dal pagamento delle imposte dovute.
  

 

  
 

COMUNICAZIONE DI STUDIO
I clienti sono pregati di consegnare, presso lo studio, tutta la documentazione per aggiornare la contabilità aziendale per la relativa pianificazione
  

Ottobre 2018

   

Martedì, 16 Ottobre 2018

RITENUTE ALLA FONTE

Versamento delle ritenute alla fonte operate nel corso del mese precedente (i.e.: compensi per l’esercizio di arti e professioni – provvigioni per intermediazione – retribuzioni di lavoro dipendente) con utilizzo del mod. F24.

INPS – CONTRIBUTI PERSONALE DIPENDENTE

Pagamento dei contributi dovuti sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti di competenza del precedente mese, con l’utilizzo del mod. F24.

INPS – CONTRIBUTI GESTIONE SEPARATA

Pagamento, da parte dei soggetti committenti, dei contributi relativi alla gestione separata INPS dovuti sui compensi corrisposti nel corso del precedente mese. Per il versamento si utilizza il mod. F24.

   

Giovedì, 25 Ottobre 2018

INTRASTAT presentazione elenchi relativi

   

Mercoledì, 31 Ottobre 2018

INVIO TELEMATICO

- Dichiarazione dei redditi per persone fisiche, società di persone e soggetti IRES dell’ex modello UNICO;

– Dichiarazione dell’IRAP per persone fisiche, società di persone, società di capitali;

– Modello 770 – anno 2018.

 

 

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